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Dei pregiudizi intorno al romanzo rosa.

Conversazioni compromettenti La situazione è più o meno questa. Quando parlo con qualcuno, inevitabilmente esce fuori l'argomento. Non sono il tipo di persona che cammina con il suo libro in borsa, né con un cartello appeso al collo con su scritto "Sono una scrittrice", però in genere chi ne è a conoscenza si sente in dovere di informare il prossimo ignaro. E così, magari per caso, tizio X dice a tizio Y «Lo sai che Anna scrive?» Allora tizio Y inarca le sopracciglia e mi guarda stupito. Postilla. Il più delle volte alle persone non frega un tubo che io scriva perché non è che leggano così tanto. O comunque inquadrano la lettura in un certo genere ben circostanziato. Ebbene, mi capita un giorno di vedere replicata questa situazione. Io che me ne sto nel mio angolo a svolgere le mie funzioni. Tizio X che, credendo di compiacere il mio ego (non sapeva quanto fosse in errore perché queste cose mi irritano), informa tizio Y che io scrivo.  E da qui la prevedibile seguente con...
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Il mestiere dello scrittore. Cosa è un beta reader?

  Entriamo un po' nel vivo del processo di produzione di un libro? 📌 Ho finito di scrivere, e ora? Cosa faccio? Risposta. Fai leggere il tuo romanzo a un beta reader. O magari a qualcuno in più. Ma cos'è un beta reader? ecco a voi un'infografica  che vi aiuta a inquadrare questa figura ✔ Stephen King ritiene che i beta reader dovrebbero essere almeno dieci, perché costituirebbero il nostro pubblico di riferimento. E non dovrebbero essere amici/parenti ✔ certo che è difficile perché a lungo andare un beta di fiducia instaura con te un rapporto, anche solo di una certa confidenza. L'importante è che tu sia certo che il suo parere sarà sincero, anche brutale. Servirà a una prima scrematura dei contenuti. In attesa delle fasi successive Come lo trovo un beta reader? Su Facebook ci sono gruppi ben organizzati in cui i lettori forti si propongono come beta reader. Offrono il servizio gratuitamente. In alternativa ci sono agenzie che offrono servizi e che possono leggere il v...

Oggi parliamo di.... sospensione dell'incredulità

  Avete mai sentito parlare di "sospensione dell'incredulità? Ecco come la descrive Orhan Pamuk (premio Nobel per la letteratura nel 2006) "Mentre venivo lentamente sommerso dal mondo del romanzo, mi rendevo conto che le tracce delle azioni che avevo compiuto prima di aprire le pagine del libro sparivano piano piano. Sentivo che la poltrona arancione in cui ero seduti, la stanza piena di tappeti, le grida dei ragazzini che giocavano a pallone in strada retrocedevano dalla mia mente; e un mondo nuovo prendeva forma davanti a me, parola per parola, frase per frase"  è una specie di magia: chi legge crede a quello che hai scritto, dimentica il suo mondo e si immerge nel tuo. 📌 ma la sospensione dell'incredulità ha un equilibrio sottile e basta poco per romperlo. 📌 dire che il lettore momentaneamente dà fiducia allo scrittore non vuol dire che lo scrittore possa inventarsi qualsiasi cosa. Il mondo che va a costruire, sia esso reale o immaginario, deve avere una sua...

Fidanzato part-time. Il romanzo della rivincita. Dal 29 aprile in libreria

 Fidanzato part-time tocca un argomento che mi sta molto a cuore. Quante volte ci è capitato di sentirci seconde? Di soccombere contro chi sembrava più bello, più spigliato, più di successo e così via? Ecco sentivo il bisogno di dare voce a una protagonista "seconda", un po' buffa e un po' determinata ad avere la sua rivincita. Ma la rivincita avrà poi il sapore che si era aspettata? Lo scoprirete il 29 aprile. Ecco tutta per voi la trama. Vi lascio anche il link del preorder https://amzn.to/2RfKMeu Dall’autrice del bestseller  Spiacente, non sei il mio tipo Lisa è una ragazza schiva e un po’ imbranata. Dalla sua scrivania osserva furtivamente il bel medico per il quale lavora come segretaria, sapendo che non riuscirà mai a rivelargli quello che prova. Un invito inaspettato da una ex compagna di scuola, che sta organizzando una rimpatriata con i vecchi amici, la mette improvvisamente di fronte a due verità che mal riesce ad accettare e che la fanno sprofondare nel ma...

Non credevo in me stessa. Finché non ci ho provato

  ⭐Spesso i nostri nemici peggiori siamo proprio noi. Ho vissuto buona parte della mia vita credendo che quello che facevano gli altri fosse indubbiamente meglio di quello che facevo io. 💭Si chiama "sindrome dell'impostore", a quanto pare. Il termine è stato coniato da Pauline Clance e Suzanne Imes per indicare una condizione psicologica caratterizzata dalla convinzione di non meritare il proprio successo. (fonte. La Repubblica) 💁‍♀️Insomma... se otteniamo un risultato tendiamo a sminuirlo, o comunque non riusciamo ad attribuircene il merito. 😱Non è semplice cambiare direzione, quando si è così. Devo fare uno sforzo enorme per guardarmi allo specchio e dire: oggi hai fatto un buon lavoro. Ma credo che sia necessario farlo, ogni tanto. Per ricordare che non sono perfetta, ma che tutto sommato posso volermi bene... Un regalo 🎁 da fare a noi stessi? Questo. Essere felici di ciò che si fa. Essere felici di ciò che siamo...

Quanto è difficile accettare di essere come si è....

  Vi è mai capitato di essere in una stanza piena di persone e sentirvi fuori luogo? Come se non ci fosse nessun punto di contatto tra voi e loro? 👀👀👀 Non è una sensazione rara. È che a volte crediamo di DOVER essere in un certo modo e non riusciamo a comprendere che non c'è un modo giusto, ma solo il NOSTRO modo. Tipo come se fossimo eterni adolescenti al liceo di fronte al gruppo più polare della scuola. Loro sono belli. Fighi. Più belli. Più fighi di noi. Almeno è quello che crediamo. E invece... 🙇‍♀️🙇‍♀️🙇‍♀️ Il problema è che spesso ci sembra non essere abbastanza, ma... NON è vero! Il problema non siamo noi, ma la stanza in cui ci ostiniamo a stare... Per anni credevo che scrivere volesse dire una certa cosa... e non mi sono mai innamorata di ciò che scrivevo. Credevo che la letteratura andasse solo in un senso Credevo che ci fossero storie precise che valesse la pena di raccontare Poi sono entrata nel mondo rosa e il coraggio che non credevo di avere si è materializzato...

C'è un tempo per iniziare e un tempo per..

 Mi sono sempre chiesta... Perché adesso e non prima?💡 ✍✍✍ Ho cominciato a scrivere romanzi relativamente tardi (intorno ai 37 anni). Prima, a parte una generica "voglia di scrivere", producevo solo racconti. E questo perché, quando iniziavo a scrivere, temevo che un romanzo fosse troppo lungo e io volevo arrivare subito al dunque.  Negli anni ho sentito molte persone dire "vorrei fare quella cosa ma non ho tempo". E qui c'è una massima che mi declama spesso mio marito: chi ha tempo non aspetti tempo. Ma cosa vuol dire? ⏰⏰⏰⏰⏰⏰ Che il tempo per fare una cosa bisogna volerlo.⏰⏱⏰ Pensateci.  Non ho tempo per andare in palestra🏃‍♀️ Non ho tempo per stirare🙅‍♀️ Non ho tempo per scrivere👩‍💻 Il problema, nel mio caso, è  che il tempo non lo volevo Se dovevo stirare, mi inventavo altri impegni (differibili), così  come se dovevo andare in palestra e scrivere.  Il problema di fondo (Non tanto per lo stirare. Stirare è  il male😂) è  la paura di non co...